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faq (domande ricorrenti )

Cos'è il Glaucoma, quali sono i suoi sintomi?

Il Glaucoma è una malattia dell'occhio nella quale il bulbo oculare diventa più duro del normale o, più correttamente, presenta una pressione intema superiore a quella che può essere tollerata dalle strutture dell'occhio. Esso può provocare danni anche molto seri alla nostra vista. Sebbene all'inizio non ci se ne accorga, la vista viene lentamente danneggiata in modo inapparente e successivamente, nel corso della malattia può peggiorare in modo evidente, fino ad impedire una vita normale.

Il Glaucoma è una malattia comune?

Una qualche forma di Glaucoma è presente in circa l' 1 - 2 % della popolazione al di sopra dei 40 anni. Circa i 2/3 dei casi sono di tipo Cronico Semplice (detto anche Glaucoma Primario ad Angolo Aperto).

A che età può comparire il Glaucoma?

Di solito compare in età avanzata, ma può essere presente a qualsiasi età anche giovanile, specialmente se altri membri della famiglia hanno avuto o hanno la malattia.

Il Glaucoma è ereditario?

Sì. Il Glaucoma è più frequentemente presente nei soggetti consanguinei di malati di Glaucoma. Tutti i parenti di Glaucomatosi a partire dai 35 anni così come tutta la popolazione al di sopra dei 40 anni dovrebbero essere sottoposti alla misurazione della pressione oculare, all'esame del nervo ottico attraverso la oftalmoscopia e ad un esame del campo visivo.

Come possono i miei familiari ed i miei amici accorgersi di avere il Glaucoma?

La forma più diffusa di Glaucoma, il Glaucoma Primario ad Angolo Aperto, solitamente non dà alcun segno o fastidio visivo fino ad uno stadio avanzato di malattia, quando purtroppo si è ormai persa in modo irreparabile una parte della capacità di vedere.

Il controllo della vista che faccio dall'Ottico quando cambio gli occhiali può essere utile per scoprire se ho il Glaucoma?

No. II Glaucoma altera la vista tardivamente quando il nervo ottico è già molto danneggiato. Il vostro Ottico per quanto molto ora bravo e competente nel fornirvi lenti e montature appropriate, non essendo un medico, non può avere la preparazione indispensabile per riconoscere i rischi o la presenza del Glaucoma.

Perché l'occhio diventa più duro?

Un fluido acquoso viene prodotto normalmente all'interno dell'occhio da strutture poste al di dietro dell'iride (la parte colorata dell'occhio), passa attraverso la pupilla (il buco circolare nero posto al centro dell'iri­de) e viene drenato nel circolo sanguigno passando attraverso ad una struttura a spu­gna (il trabecolato) posta nell'angolo forma­to dalla periferia dell'iride con la periferia della cornea (il vetro trasparente dell'oc­chio).Esso serve per garantire la nutrizione ed i compiti metabolici delle strutture oculari che, per essere trasparenti, non sono fornite di vasi del sangue e non sarebbero altrimenti adeguatamente nutrite. Quando per qualche ragione il volume di questo fluido all'interno dell'occhio aumenta, vi è un aumento conseguente della pressione dell'occhio, che quindi diventa più duro.

La pressione dell'occhio si può misurare?

Sì, la pressione dell'occhio può essere misurata dal vostro Medico Oculista con uno strumento molto preciso il tonometro di Goldmann (quello con la luce blu). Altri strumenti possono essere usati ma non sono altrettanto precisi. La pressione oculare si misura in millimetri di mercurio (mm Hg).

Quale è la pressione normale dell'occhio?

Nella media la pressione oculare varia dai 12 ai 18 mm Hg. Tuttavia non è facile definire un valore di pressione sicuramente non dannoso ed un valore sicuramente pericoloso, perché il livello di pericolosità dipende dalle caratteristiche di ciascun occhio. Occasionalmente certi occhi possono non tollerare livelli di pressione che sono normali per la maggior parte della popolazione, questi pazienti devono essere curati in modo da raggiungere livelli di pressione ancora più bassi. Questo viene chiamato Glaucoma a Bassa Pressione o Glaucoma Senza Ipertensione. Esistono inoltre occhi che sopportano livelli di pressione più alti del normale senza per questo sviluppare zone di cattiva visione all'interno del campo visivo. Tutto ciò sottolinea che l'importanza dei numeri indicatori del livello della pressione (il tono oculare) è grande, ma che essi da soli non possono fornire un giudizio di occhio a rischio o di occhio sano nei confronti del Glaucoma e che un esame completo dell'occhio deve accompagnare la misurazione della pressione oculare (tonometria).

Come fa l'aumento della pressione dell'occhio a danneggiare la vista?

Questo può avvenire in due modi: a) ACUTO se l'iride è molto vicina alla par­te posteriore della cornea (angolo stretto ve­di figura) essa può bloccare improvvisamen­te (in modo acuto, improvviso, rapido), chiudendo l'angolo, la fuoriuscita del liqui­do dall'occhio nel torrente della circolazio­ne sanguigna e la pressione dell'occhio sale molto rapidamente: questo è il Glaucoma Acuto ad Angolo Chiuso. L'occhio diventa rosso e fa molto male. Tanto male che spesso viene anche nausea. La cornea diventa meno brillante, la vista diminuisce e compaiono degli aloni colorati intorno alle luci. b) CRONICO se l'aumento della pressione avviene in modo molto lento a causa di una progressiva perdita delle capacità di filtra­zione della struttura spugnosa (trabecolato) posta nell'angolo tra la cornea e l'iride. L'angolo irido-corneale in questo caso rima­ne aperto, ossia è sempre presente uno spa­zio tra l'iride e la faccia posteriore della cor­nea (angolo aperto): questo è il Glaucoma Cronico Semplice detto anche Glaucoma Primario ad Angolo Aperto. L'occhio si adatta parzialmente all'aumen­to della pressione ed il paziente non avverte alcuna difficoltà o disagio, ma nel Glaucoma Cronico (cronico = lento, sem­pre presente) il rifornimento di sangue e quindi la nutrizione del nervo della visione (nervo ottico) sono ridotti dalla pressione che viene esercitata su di esso. Questo causa la comparsa di caratteristi­che macchie (scotomi) all'interno del cam­po visivo. Talvolta un occhiò con un Glaucoma Cro­nico può avere un angolo stretto che nel tempo può diventare parzialmente chiuso. In questi occhi c'è quindi anche il rischio di sviluppare un Glaucoma Acuto. Questi casi vengono chiamati Glaucomi Cronici ad an­golo chiuso.

Esistono altre forme di Glaucoma?

Sì. Esso può essere causato da infiammazioni o da altre alterazioni che in qualche modo mo­difichino la circolazione dei fluidi all'inter­no dell'occhio (Glaucoma Secondario). Il Glaucoma può comparire nei bambini, quando l'occhio non si è formato in modo corretto (Glaucoma Congenito, Buftalmo). Fortunatamente questa forma di Glaucoma è molto rara.

Il Glaucoma può essere curato?

Il Glaucoma può essere controllato e la per­dita di vista può essere prevenuta o almeno significativamente rallentata nella stragran­de maggioranza dei pazienti. Il trattamento avviene mediante l'uso di gocce oculari (colliri) o di gel oftalmici, pa­stiglie, l'utilizzazione della luce LASER o mediante un intervento chirurgico.

Con il trattamento si può recuperare la vista perduta?

Un attacco di Glaucoma Acuto richiede una terapia tempestiva, ma se non c'è stato ritar­do nell'iniziare il trattamento, spesso si può assistere ad un recupero della visione soddi­sfacente. Un ritardo nella diagnosi, talvolta dovuto alla cattiva inteipretazione dei sinto­mi da parte del medico non Specialista Oftalmologo, può ritardare l'instaurazione tempestiva delle terapie più opportune e quindi compromettere la possibilità di un re­cupero della visione. Nella forma di Glaucoma Cronico il tratta­mento mira a prevenire un'ulteriore perdita della funzione visiva, perché, di regola, in questa malattia il danno al nervo ottico cau­sato dalla pressione oculare non è reversibile. Il riconoscimento della malattia nelle sue fa­si più precoci è quindi importantissimo.

Perché le persone con Glaucoma Cronico non notano la presenza di aree , deteriorate (scotomi) nel loro campo visivo?

Quésto non è sempre vero, alcune persone particolarmente attente sono in grado di de­scrivere con una certa precisione i difetti presenti nel proprio campo visivo. Tuttavia bisogna considerare che la maggior parte delle persone utilizza i due occhi as­sieme e un occhio "riempie" eventuali difet­ti dell'altro. Inoltre, i difetti iniziali del cam­po visivo causati dal Glaucoma quasi mai occupano la zona centrale della visione. L'evoluzione del danno è molto lenta ed inte­ressa zone periferiche del campo visivo; que­sto può giustificare il fatto che la presenza di un danno anche esteso spesso venga percepi­ta solo tardivamente dal paziente, ritardando la diagnosi se non vengono svolte visite ocu­listiche preventive a scadenza regolare.

Il Glaucoma andrà mai via? Dovrò curarmi per tutta la vita?

Di solito il Glaucoma tende ad essere sem­pre presente e richiede un trattamento per tutta la vita. Tuttavia in certe situazioni ben definite, la terapia può essere ridotta o addirittura so­spesa. Questo può essere deciso solo dal vo­stro Medico Oculista. Un intervento chirurgico antiglaucomatoso spesso consente di alleggerire o addirittura sospendere la terapia medica antiglaucoma-tosa. Questo non vuol dire che la malattia non esista più e che noq sia necessario con­trollare periodicamente la salute del vostro nervo ottico.

Cosa succede se non mi curo?

Il Campo Visivo rifletterà il deterioramento progressivo del nervo ottico e con il passare del tempo vedrete solamente il centro di ciò che state guardando, ed avrete difficoltà a localizzare cose ed oggetti nonostante il fat­to che la vostra visione centrale sia ben con­servata. Questo tipo di visione detto tubula-re è caratteristica degli stadi avanzati del Glaucoma. Successivamente anche la capacità visiva centrale tenderà a diminuire fino a scompari­re, non consentendo più alcun tipo di visione.

Se devo andare all'ospedale per qualsiasi altra ragione, devo continuare con il mio trattamento anti-glaucomatoso?

SI ed è molto importante sapere che la tera­pia.antiglaucomatosa non deve essere mai smessa, perché l'ansia verso altri problemi può far dimenticare la necessità di prosegui­re la cura per i vostri occhi.

Può succedere che il Glaucoma colpisca un occhio solo?

Di solito il Glaucoma è una malattia bilate­rale, anche se spesso colpisce un occhio pri­ma o in modo più grave dell'altro.

Il Glaucoma è una malattia infettiva, posso contagiare i miei familiari?

No.

Il Glaucoma è in qualche modo una forma di cancro

No. Anche se la terminazione della parola è simile a quella di molte forme di cancro, il Glaucòma non ha nulla a che fare con i tu­mori.

Il Glaucoma può causare altre malattie oculari?

Il Glaucoma controllato non può. In particolare non è causa di cataratta anche se entrambe le malattie colpiscono le perso­ne anziane e possono coesistere.

Posso divenatare cieco a causa del Glaucoma?

Se la malattia è diagnosticata tempestiva­mente e la cura viene osservata scrupolosa­mente il rischio per la vista è minimo. Comunque casi avanzati possono essere dif­ficili da arrestare e richiedono trattamenti vigorosi e controlli assidui.

Devo avvertire il mio Oculista se sono incinta?

Sì. L'Oculista potrà talvolta modificare la terapia.

Devo portare occhiali?

Gli occhiali non sono un trattamento per il Glaucoma, ma possono talvolta essere utili per sfruttare pienamente ed in modo corretto le capacità visive evitando disturbi soggetti­vi ed affaticamento.

Posso portare lenti a contatto?

Non esiste una ragione per cui questo non sia possibile. Tuttavia la terapia antiglauco-matosa può modificare le condizioni della superficie oculare, riducendo la tollerabilità delle lenti, per cui è sempre meglio consi­gliarsi con il proprio Medico Oculista.

Posso fare ginnastica? Posso fare esercizi yoga?

Sì. Eccetto che per esercizi che richiedano di mantenere la testa più bassa del corpo per un tempo prolungato. Questa posizione può provocare un aumento anche molto cospi­cuo della pressione oculare.

Posso espormi alla luce del sole liberamente?

Sì. Se la luce forte risultasse fastidiosa si possono utilizzare occhiali scuri di prote­zione.

Posso giocare a pallone, andare a nuotare, etc?

Sì. Se la luce forte risultasse fastidiosa si possono utilizzare occhiali scuri' di prote­zione.

Posso giocare a pallone, andare a nuotare, etc?

Sì, le gocce sono assorbite molto rapida­mente subito dopo rinstillazione e non pos­sono essere lavate via dal sudore o dall'ac­qua della piscina o del mare.

Posso leggere o vedere la televisione?

Sì, la vista non si consuma con l'uso. L'uti­lizzazione di una correzione ottica appro­priata, quando necessario, consentirà all'oc­chio di affaticarsi meno.

Posso guidare la macchina?

Sì, se le condizioni di acutezza visiva corri­spondono a quelle previste dal codice della strada è l'ampiezza del campo visivo è tale da non creare condizioni di rischio.

Posso bere alcolici? Posso bere caffè?

Non esiste alcuna necessità di sottoporsi a restrizioni alimentari di alcun tipo a causa della presenza del Glaucoma. Tuttavia la assunzione di grandi quantitativi di acqua (4-5 bicchieri) in breve tempo (15-20 minuti) è da sconsigliarsi, perché può in­durre un aumento della pressione oculare. Questo non vuole dire che si debba bere po­co nel corso della giornata se le bevande vengono assunte per piccoli quantitativi. In particolare sembra che l'uso controllato di alcolici sia in grado di ridurre la pressio­ne oculare e che l'assunzione di moderati quantitativi di caffeina (2-3 tazzine al gior­no) non abbia alcun effetto negativo sulla malattia. Sfortunatamente non vi è alcuna evidenza che diete particolari o l'assunzione di vitamine siano di qualche utilità nel migliorare l'evoluzione della malattia. La dieta dovrà essere quindi del tutto normale e bilanciata.

Quale è la terapia del Glaucoma?

mine siano di qualche utilità nel migliorare l'evoluzione della malattia. La dieta dovrà essere quindi del tutto normale e bilanciata.

Glaucoma Acuto

La priorità, come abbiamo detto, è quella di ridurre la pressione oculare. In questo caso ciò è ottenuto riducendo la quantità di liqui­do che viene prodotto all'interno dell'oc­chio mediante la Acetazolamide (Diamox) utilizzata come pastiglie o in iniezione en­dovenosa e l'uso di un collirio Betabloccan-te. Altre sostanze, come il mannitolo ed il glicerolo tolgono fluido dall'interno del­l'occhio con un meccanismo osmotico ri­portandolo nella circolazione del sangue. Infine il dapiprazolo e la pilocarpina riduco­no il diametro della pupilla ed aprono le vie di drenaggio, permettendo la fuoriuscita dei liquidi dall'occhio per le vie naturali. Una volta che l'attacco di Glaucoma Acuto è superato, verrà eseguito un trattamento LASER o un'operazione, quando questo non è possibile, in modo da formare un pic­colo foro nella periferia dell'iride. Dal momento che entrambi gli occhi sono a rischio di sviluppare un attacco di Glauco­ma Acuto, un piccolo foro sull'iride dovrà essere eseguito anche nell'altro occhio a scopo preventivo. Talvolta questo trattamento, che di solito è sufficiente per riportare gli occhi in condi­zioni di pressione normale, non basta e, malgrado il LASER o l'operazione, resta una pressione oculare più elevata di quanto desiderabile, che richiede la continuazione di un trattamento medico come per le forme di Glaucoma Cronico.

Glaucoma Cronico

La vista che è stata perduta non può essere recuperata, ma il trattamento medico è di solito efficace nel!' impedi re una ulteriore perdita della funzione visiva. La terapia solitamente prevede l'uso di un collirio beta-bloccante come il Betaclar, usato più volte al giorno da solo od in asso­ciazione con altri colliri quali: Glamidolo, Pilocarpina, Epinefrina, Dipivalil Epinefri-na etc.per aumentarne l'effetto. Talvolta possono essere utilizzate pastiglie a base di Acetazolamide o Diclorofenamide. Tutti questi farmaci, essendo agenti molto attivi, possono dar luogo ad effetti collatera­li più o meno disturbanti: il vostro Medico Oculista saprà suggerirvi i metodi per dimi­nuirli o modificherà la vostra terapia quando questi divengano molto fastidiosi. Le terapie mediche possono perdere effica­cia, sia per la assuefazione del vostro orga­nismo al farmaco, sia per un possibile ag­gravarsi della malattia. È necessario quindi che per tutta la vostra vita la condizione dei vostri occhi sia con­trollata regolarmente attraverso l'esame del­la pressione oculare, del nervo ottico e del campo visivo. In alcuni pazienti, malgrado la terapia medi­ca, il deterioramento del nervo ottico può progredire. In questi casi un trattamento LASER, come la Argon Laser Trabeculoplastica, che non richiede anestesie generali e viene di solito eseguito senza ricovero, può essere efficace. Se no, può essere eseguito un intervento chirurgico, tipo la trabeculectomia, che ridu­ce la pressione dell'occhio producendo una specie di valvolina di sicurezza. Sebbene la percentuale di successo di questo intervento sia molto alta, come ogni intervento chirur­gico esso presenta alcuni rischi e talvolta necessita di essere ripetuto. La necessità di un intervento chirurgico de­ve essere valutata attentamente dal vostro Medico Oculista sulla base delle caratteristi­che del vostro occhio.

Le pastiglie per ridurre la pressione degli occhi agiscono solo sull'occhio o influenzano anche l'intero organismo?

Le pastiglie di Diamox, Glaumid etc. agi­scono sull'occhio riducendo la produzione dei liquidi endocularì. Esse tuttavia hanno effetto diuretico, possono dar luogo a senso di formicolio alle estremità degli arti (mani e piedi) e possono dar luogo a disturbi digesti­vi e debolezza. In soggetti predisposti pos­sono favorire la formazione di calcoli renali.

Come si mettono le gocce negli occhi? Quante ne devo mettere?

Ogni persona trova il suo sistema. Normal­mente si abbassa con un dito la palpebra infe­riore e si lascia cadere una goccia nel sacchet­to che si forma tra palpebra e bulbo oculare. Il mantenere per qualche secondo gli occhi chiusi ed asciugare il bordo palpebrale è raccomandabile in quanto riduce l'assorbi­mento delle gocce per la via dei canalini la­crimali ed il naso ed è in grado di ridurre gli effetti collaterali di questi farmaci. Cocchio riesce a malapena a contenere una goccia. Una goccia è quindi più che suffi­ciente, tuttavia non si corrono i rischi del so-vradosaggio nel instillarne di più perché l'eccesso fuoriesce.

Devo alzarmi di notte per mettermi le gocce?

No. Una notte tranquilla è di solito più utile che non interrompere il sonno per mettere le gocce. Talvolta è possibile che il vostro Medico Oculista vi richieda di mettere le gocce ad una precisa ora delia notte per misurarne l'efficacia dopo un tempo determinato, la mattina successiva.

Dove devo tenere il bottiglino del mio collirio?

In un posto fresco lontano dalla luce. Se andate in vacanza in posti molto caldi può essere utile conservarlo nel frigorifero o in un contenitore isolante.

Il collirio diventa vecchio? Quando devo sostituirlo?

Se il liquido cambia colore deve essere so­stituito. La scadenza per un bottiglino non aperto è scritta sulla scatola. Una volta aperto vi è un rischio di contaminazione batterica e di per­dita di efficacia; è quindi consigliabile toc­care il bottiglino del collirio con mani puli­te, evitare il contatto tra la superficie dell'occhio o delle mani con il beccuccio del contagocce e sostituire il collirio aperto con uno nuovo secondo le istruzioni fornite dal fabbricante. L'uso di colliri in confezione monodose evita questi rischi e garantisce la utilizza­zione di un prodotto sempre integro ed ef­ficace.

Se devo instillare differenti tipi di gocce allo stesso tempo, posso metterle una dietro l'altra?

Attendete un minuto o due tra un tipo e l'al­tro di collirio. Può succedere che per alcune associazioni di farmaci il vostro Medico Oculista vi ri­chieda di seguire precisi intervalli di tempo tra un collirio e l'altro.

Devo mettere le gocce prima della visita?

Dipende dalle istruzioni che vi sono state date. Tuttavia, dal momento che l'effetto delle gocce sulla pressione oculare ha una durata limitata, il vostro Medico Oculista vorrà va­lutare la loro efficacia in tempi vicini al mo­mento in cui questo effetto sta per scadere. Questo consente di valutare la pressione oculare nel periodo di massimo rischio. Se la pressione è sufficientemente bassa in quel momento, è presumibile che lo sia an­che nelle ore precedenti. È quindi utile che il controllo della pressio­ne oculare avvenga dopo 8-12 ore dall'ulti­ma instillazione.

Cosa succede se dimentico di mettere le gocce all'ora definita?

Di solito nulla, non è il caso di preoccupar­si, mettetele subito appena potete. Tuttavia per sfruttare a pieno l'efficacia della terapia instillate il collirio antiglaucomatoso ai tem­pi prescritti. Quando uscite di casa portate i colliri con voi.

Perché devo mettere le gocce ad orari stabiliti?

L'efficacia nell'abbassare la pressione ocu­lare di ciascun collirio antiglaucomatoso du­ra solo alcune ore. Se passa troppo tempo tra una instillazione e l'altra, la pressione oculare risale, esponendo il vostro nervo ot­tico e la vostra vista al rischio di danno. È quindi importante mantenere orari regola­ri, questo inoltre aiuterà a creare degli auto­matismi che riducono il rischio di dimenti­canze. Nei primi tempi un foglietto appicci­cato ad un armadio o addirittura una piccola sveglia potranno aiutarvi a ricordare i tempi di instillazione.

Perché alcuni pazienti devono prendere anche le pastiglie? Perché anch'io non posso curarmi con le pastiglie ed evitare il fastidio delle gocce?

L'effetto delle pastiglie è aggiuntivo a quel­lo delle gocce e può essere indispensabile in alcuni pazienti in cui la riduzione della pres­sione oculare ottenuta con le gocce non è sufficiente. D'altra parte le pastiglie possono presenta­re effetti collaterali disturbanti più frequen­temente delle gocce, per cui si tende ad uti­lizzarle solo quando non se ne può fare a meno.

Posso prendere altre medicine mentre sto curandomi per il Glaucoma?

Pazienti con certi tipi di Glaucoma (ad e-sempio Glaucomi con angolo stretto) devo­no consultare il proprio Oculista prima di assumere farmaci tranquillanti, antiasmatici o antispastici che possono avere effetti sulla dimensione della pupilla. Un trattamento con cortisone locale o per via generale può essere eseguito come pre­scritto, tuttavia bisognerà valutare frequen­temente l'effetto del farmaco sulla pressione oculare, misurandola più spesso del solito nel periodo in cui il trattamento cortisonico viene eseguito. Avvertite comunque sempre il vostro Me­dico che siete affetti da Glaucoma, anche in occasione di visite specialistiche di qual­siasi tipo.

Devo informare il mio Medico di casa od un altro Specialista al quale io debba rivolgermi della terapia anti­glaucomatoso che sto facendo?

I colliri antiglaucomatosi contengono far­maci molto efficaci che possono influenzare il vostro organismo molto più di quanto nor­malmente si pensi. Informate sempre il vostro Medico riguardo ai colliri che state usando, essi sono assorbi­ti rapidamente, anche se in minima parte, dal vostro organismo e possono potenziare l'effetto di altri farmaci che state utilizzando o giustificare modificazioni delle prestazioni del vostro fisico, quali il battito cardiaco il respiro e così via.

La mia vista migliorerà con il trattamento?

Può essere che si verifichi un piccolo mi­glioramento, ma lo spirito con il quale viene instaurata la terapia antiglaucomatosa è quello di mantenere la funzione visiva ed impedire il progresso del deterioramento della vostra vista.

Se mi faccio operare potrò smettere di mettere le gocce?

L'intervento chirurgico spesso consente di sospendere la terapia con le gocce, ma non sempre. La maggior parte degli oculisti ritiene op­portuno proseguire con la terapia medica fintanto che questa consente di mantenere la pressione a livelli dimostratamente non lesi­vi per il nervo ottico ed il campo visivo e in­tervenire chirurgicamente solo quando la te­rapia farmacologica non funziona più. Questo perché l'intervento chirurgico espo­ne rocchio ad un rischio, seppure minimo, di complicazioni. Solo il vostro Medico Oculista o uno Spe­cialista di Glaucoma, aggiornato sulla storia e le condizioni del vostro occhio, potranno valutare pienamente l'opportunità di proce­dere ad un intervento chirurgico.

Se devo essere operato di Glaucoma per quanto tempo devo essere ricoverato in ospedale? Quanto tempo dovrò aspettare prima di riprendere le mie normali attività?

La necessità di ricovero in ospedale ed il tempo di degenza dipenderà dal tipo di in­tervento che viene eseguito e dalle condizio­ni del vostro occhio. L'intervento può essere eseguito ambulatorialmente o con uno o due giorni di ricovero, se non intervengono com­plicazioni. In un decorso post-operatorio normale si prevede che si possa riprendere una normale attività lavorativa dopo 2-3 set­timane dairintervento. Non c'è necessità di avere fretta, un periodo di riposo adeguato può esssere un buon investimento.

Il LASER può essere utile per il trattamento del Glaucoma?

L'energia prodotta da sistemi LASER è uti­lizzata da oltre 10 anni per la terapia del Glaucoma. Con il LASER è possibile produrre dei pic­coli fori sull'iride per prevenire o superare un attacco di Glaucoma Acuto o per creare delle piccole cicatrici che riaprano o man­tengano aperti i canali di uscita dei liquidi intraoculari nel Glaucoma Cronico. La durata della efficacia del trattamento LASER varia a seconda del tipo di Glau­coma e delle caratteristiche dell'occhio. Il trattamento può eventualmente essere ripe­tuto. Attualmente sono allo studio altri tipi di trattamento LASER che mirano a formare delle nuove vie di uscita per il liquido intra­oculare in modo simile a quello provocato dalla chirurgia tradizionale. Alcune di que­ste tecniche sembrano molto efficaci, tutta­via esse sono ancora in sperimentazione ed il risultato a lungo termine è ignoto. Solo al consiglio attento del vostro Oculista potrà indicarvi se è il caso di sottoporvi ad uno di questi nuovi trattamenti.

Perché devo farmi visitare regolarmente da un Medico Oculista?

Purtroppo il Glaucoma è una malattia molto insidiosa e non dà segni evidenti di peggio­ramento. Solo uno Specialista adeguatamente prepa­rato può valutare lo stato di salute del vostro nervo ottico e correlarlo al livello della pres­sione oculare. Inoltre i farmaci in uso possono nel tempo diminuire di efficacia senza che ce ne accor­giamo. Solo la visita del vostro Oculista potrà valu­tare la loro efficacia o la necessità di modifi* care la terapia in corso al fine di prevenire un danno indesiderato al vostro nervo ottico ed alla vostra vista.

Ci sono dei segni che mi devono suggerire di farmi visitare dall'Oculista anche al di fuori dei miei consueti controlli?

La visione offuscata, la comparsa di aloni colorati intorno alle luci, il rossore o un do­lore agli occhi devono spingervi a richiedere tempestivamente una visita presso il vostro Oculista.

Cosa è l'esarme del campo visivo? È doloroso?

L'esame del campo visivo è lo studio della capacità visiva di tutte le porzioni del vostro occhio e non solo di quella centrale, come avviene durante la routinaria misurazione della vista. D Glaucoma tende a colpire per prime le zo­ne medio periferiche del vostro campo visi­vo ed è solo lo studio di queste zone che consente una diagnosi accurata della malat­tia e permette di vedere che il danno da essa indotto non progredisca. L'esame consiste nello schiacciare un pul­sante ogni volta che viene percepita una pic­cola luce che viene proiettata su una cupola posta davanti ai vostri occhi. Come potete ben capire non è affatto doloroso dal momento che i vostri occhi non vengono nemmeno sfiorati.

Cosa è l'esame del nervo ottico?

L'esame del nervo ottico è in realtà l'esame di una piccola porzione del nervo ottico (la papilla) e delle aree immediatamente circo­stanti che si possono esplorare guardando il fondo dell'occhio. Anche se si tratta di un'area molto piccola (1-2 mm di diametro) essa può dare informazioni mólto importanti sullo stato e la progressione della malattia anche quando il campo visivo non mostra ancora segni di progressione del danno. L'esame può essere fatto dal vostro Oculista o presso i centri specializzati per la malattia (Centri Glaucoma).

È importante che i miei parenti siano sottoposti ad un test di screening per il Glaucoma?

Sì. È molto importante. Questo può consentire di individuare la presenza della malattia an­che in fasi molto precoci, quando il tratta­mento è più efficace. Più persone nella stessa famiglia sono affet­te dalla malattia. Ogni parente di un malato di Glaucoma, di età superiore ai 35 anni deve essere esami­nato per la malattia.